VACANZE ESTIVE ITINERANTI- RAGAZZI – dai 15 ai 17 anni
- Obiettivi pedagogici
La vacanza itinerante nasce dall’esigenza di offrire e far vivere agli adolescenti un’esperienza di gruppo che sia allo stesso tempo divertente e socializzante, che incrementi l’autosufficienza e il senso di responsabilità verso se stessi e gli altri. Da qui la scelta di essere presenti all’interno di strutture pubbliche (campeggi turistici), con l’accortezza di proporre un itinerario a più tappe per contrastare le tendenze centrifughe rispetto al gruppo, che gli adolescenti tendono a sviluppare quando si soffermano per almeno una settimana nella stessa località. Spostandosi ogni 4-5 giorni, invece, il gruppo di vacanza diventa il loro principale riferimento affettivo, permettendo così di concentrare il lavoro educativo sulla costituzione del gruppo e, conseguentemente, sullo sviluppo dell’autogestione del gruppo stesso. Contemporaneamente, questa scelta viene incontro al bisogno degli adolescenti di entrare gradualmente in contatto con il mondo esterno, restando all’interno di un gruppo a cui hanno ancora bisogno di appartenere e con la forte mediazione della figura adulta: autorevole riferimento e sostegno nel bisogno. Di qui la necessità di formare un gruppo non molto numeroso (massimo 30 ragazzi) che possa dare vita a una propria identità, seppure in un periodo così breve; dunque la scelta di non definire rigidamente l’itinerario, la durata di ogni tappa e le attività della giornata, per lasciare ampi margini decisionali al gruppo, nel rispetto dei vincoli imposti dalla situazione oggettiva (e la comprensione di questi vincoli è proprio uno degli aspetti della responsabilizzazione). Questo consente di valorizzare gli interessi e le risorse interne, soddisfare il bisogno di conoscere il mondo, i suoi mille colori e sapori.
L’acquisizione di strumenti di emancipazione e autonomia di giudizio, fondamentale obiettivo pedagogico di un percorso che coinvolga ragazzi di questa fascia d’età, si integra in un modello educativo che pone al centro la solidarietà e la cooperazione come valori fondanti. In tale modo, la comunità stessa, con i suoi bisogni e le sue potenzialità, diventa lo strumento educativo principale. Le vacanze, quindi, sono occasione di crescita e maturità, di formazione integrale anche del cittadino, attraverso la responsabilizzazione delle proprie azioni, il rispetto degli altri, della natura, del luogo e del contesto sociale in cui si vive il breve periodo dell’esperienza. A partire da quelli che sono i bisogni primari degli adolescenti, fino ad arrivare ai bisogni sociali, legati allo sviluppo, i Centri Rousseau si pongono in posizione di ascolto e di intervento per tutti quei bisogni che nella classica “età di passaggio” si creano in un gruppo di ragazzi e ragazze. Le necessità di autoaffermazione e autonomia vengono pertanto affrontate offrendo ai ragazzi la possibilità di progettare direttamente le attività del turno all’interno di commissioni di lavoro e assemblee, che hanno proprio questo compito specifico.
Il ruolo dell’adulto sarà quello di agente stimolante, di mediatore rispetto alle varie modalità che possono avere luogo: verrà promosso un metodo creativo e non direttivo del lavoro. Le trasgressioni saranno gestite con il consueto strumento dell’antiautoritarismo: i Rousseau, infatti, non prevedono punizioni. L’ adulto stabilirà con il ragazzo un rapporto di fiducia e rispetto reciproci, con una tensione sempre positiva, basato sulla capacità di creare una relazione interpersonale con i ragazzi, che hanno necessità di relazione e affettività sia con il gruppo dei pari sia con il gruppo degli adulti. L’adulto non si sostituirà al ragazzo, ma nemmeno l’abbandonerà, gli starà vicino stimolandolo e cercando di far emergere idee e proposte positive. Il bisogno di gratificazione dell’adolescente verrà soddisfatto con lo stimolo dell’adulto al processo di autoformazione: l’adulto sarà guida che aiuta a superare i momenti di crisi e gli aspetti negativi che il ragazzo si troverà eventualmente ad affrontare.
Prima della partenza viene fissato un incontro con i ragazzi per spiegare il tipo di vacanza e le regole base che andranno rispettate e sulle quali viene richiesta esplicitamente una condivisione. Questo primo momento iniziale diventa fondamentale durante il turno, soprattutto per la gestione di eventuali trasgressioni: il ragazzo non potrà sostenere di non conoscere o di non condividere le regole che ha infranto e delle quali è stata chiesta la condivisione ai ragazzi prima della partenza. Ciò non significa lavorare con un contratto ″rigido″. In base al grado di fiducia che progressivamente s’instaura nel gruppo, e soprattutto tra monitori e ragazzi, le regole potranno essere ridiscusse insieme in assemblea per essere ampliate o ristrette a seconda dei casi. In questa maniera si ottiene un elevato livello di responsabilizzazione collettiva sia sulla creazione delle regole, che saranno adeguate alle caratteristiche e al grado di maturazione del gruppo, sia sul loro rispetto.
- Le strutture
Il pernottamento viene assicurato in campeggi turistici, preventivamente contattati da Milano, e avviene in tende igloo da quattro o più posti, fornite dalla cooperativa, dove dormiranno insieme monitori e ragazzi. Per i pasti si prevede (fatto salvo il possibile utilizzo di spazi messi a disposizione dai campeggi) l’uso di fornelletti a gas, forniti dai Centri Rousseau insieme alle stoviglie necessarie (pentole e altra attrezzatura per cucinare, piatti). Il viaggio viene organizzato con i mezzi pubblici, per permettere ai ragazzi di assimilare le modalità di prenotazione e fruizione, nonché il rispetto dei tempi. Il gruppo dovrà preoccuparsi di suddividere negli zaini di volta in volta l’attrezzatura. Si suggerisce di far partecipare il ragazzo alla preparazione dello zaino che, per comodità di viaggio, non dovrebbe pesare più di 10-12 kg, a seconda della corporatura del minore. Il gruppo è coperto da assicurazione R.C. e infortuni.
- La vita della comunità
In primo piano la proposta di una vacanza nella condivisione della gestione della quotidianità: dalla suddivisione dei compiti alla scelta del menù (cucinare, fare la spesa, ecc.), al trascorrere una serata insieme.
La partecipazione attiva dei ragazzi costituisce il perno attorno a cui ruota la vita del gruppo.
Un ruolo importante viene ricoperto dai laboratori di animazione, caratteristici dei Centri Rousseau: dai piccoli spettacoli, ai laboratori di clownerie, manipolazione, bigiotteria, fino ai grandi giochi di gruppo, tornei sportivi, serate cantanti intorno alla chitarra, anche con il coinvolgimento di persone esterne al turno. Queste attività e la possibilità di vivere in un contesto sereno creano l’atmosfera ideale per il consolidamento di nuove amicizie e di relazioni interne.
Tutto ciò verrà realizzato in misura maggiore o minore tenendo conto delle specifiche esigenze che emergeranno dai ragazzi, considerando anche le ulteriori iniziative che potranno essere inventate insieme a partire dalla scoperta dei luoghi e dei loro abitanti.
L’obiettivo di riuscire a coinvolgere i ragazzi in una progressiva autogestione della vacanza viene perseguito proprio a partire da una programmazione delle attività che lascia spazio a improvvisazioni e cambiamenti su proposta argomentata dai ragazzi. Da questo punto di vista, l’assemblea (che dovrà connotarsi come momento decisionale e di confronto, nonché di partecipazione individuale) è lo strumento principe per arrivare a una cogestione delle dinamiche organizzative e relazionali. Questa potrà essere facilitata dalla trasparenza e dalla circolarità della comunicazione adulti/ragazzi, ragazzi/ragazzi, in cui il ruolo dell’adulto
consisterà nel dare stimoli e aiuto al gruppo, per poi porsi sullo sfondo, pur rimanendo grosso punto di riferimento.
I monitori, inseriti in rapporto 1 ogni 5 utenti, sono responsabili dei ragazzi e, vivendo a diretto contatto con loro, garantiscono la loro incolumità, il regolare svolgimento delle attività e l’osservazione di tutte le dinamiche legate all’aggregazione.
- Il territorio
La dimensione itinerante offre, da una parte, un notevole stimolo per suscitare ″curiosità″, per spingere alla conoscenza e alla scoperta di luoghi nuovi, per vivere e apprezzare territori diversi da quelli abituali; dall’altra, i trasferimenti di tappa sollecitano la capacità di organizzazione personale, di piccolo gruppo, nonché la gestione dei propri tempi (preparazione degli zaini, montaggio e smontaggio tende, ecc.).
Il progetto della vacanza sarà ulteriormente precisato durante le riunioni che si terranno nei mesi precedenti la partenza dei turni. Alcuni di questi potranno essere caratterizzati da un tema conduttore che verrà sviluppato a partire da Milano, continuando poi durante tutto lo svolgimento del turno stesso. I ragazzi interessati potranno ricevere materiale informativo per quanto riguarda i particolari organizzativi e l’itinerario.









